Prima della musica c’è sempre un’idea.

Da ragazzo mi piaceva scrivere, inventare, immaginare. Prendevo un’idea e provavo a trasformarla in qualcosa che prima non esisteva. Non scrivevo solo per mettere delle parole su un foglio, ma era una necessità di comunicare, creare. Anche oggi quando scrivo, cerco sempre di trasmettere qualcosa, che sia un’emozione, un’immagine, un’atmosfera, o un pensiero.
La scrittura e la musica hanno sempre viaggiato insieme nella mia vita. Ricordo gli anni in cui iniziavo a fare musica dietro la consolle di una discoteca e, quasi nello stesso periodo, scrivevo, frequentavo studi di registrazione e radio muovendo i primi passi nella composizione. Erano due mondi che si intrecciavano naturalmente. Non ho mai vissuto la scrittura come qualcosa che mi ha portato alla musica, né la musica come qualcosa che mi ha portato alla scrittura, sono semplicemente cresciute insieme a me.
In fondo, per me, scrivere e fare musica hanno sempre fatto parte dello stesso mondo. Spesso tutto parte da una sensazione, da una frase, da un’immagine o da un episodio di vita. Qualcosa che mi colpisce, che rimane dentro e che sento il bisogno di trasformare. A volte prende forma attraverso le parole, altre attraverso una melodia, un ritmo, un’immagine o un’ atmosfera, e qualche volta parole e musica arrivano insieme, naturalmente.
Una frase che racconta un momento preciso può diventare il ricordo di qualcun altro, così come una melodia può riportare qualcuno in un luogo lontano. Una canzone può far sentire una persona meno sola, anche senza sapere nulla della sua storia.
Ed è forse questa la parte della creatività che mi interessa di più: creare un punto di contatto.
Non cerco necessariamente di spiegare qualcosa o di dare un significato preciso a ciò che creo. Mi interessa soprattutto riuscire a trasmettere una sensazione, lasciare qualcosa a chi ascolta o legge e permettergli di farla propria.
Per me è un modo per entrare in contatto con le persone, per creare un legame. Quando lascio andare una canzone, una frase o un’idea, non so dove arriverà, chi la ascolterà, quale momento della sua vita incontrerà e se in qualche modo potrà lasciare qualcosa. Io lo spero sempre.
Forse è proprio questa la parte più bella: non sapere dove andrà a finire ciò che hai creato, ma sapere che da qualche parte potrebbe incontrare qualcuno, e quando succede, anche solo per un momento, quella sensazione che era partita da te non è più soltanto tua. Ha trovato un’altra persona, un’altra storia, un altro modo di essere vissuta.
È questo, in fondo, quello che cerco quando scrivo: trasmettere una sensazione, suscitare un’emozione e riuscire a condividerla con qualcun altro.
La fotografia che accompagna queste parole racconta proprio uno di quei momenti, un pianoforte accanto, un foglio pieno di appunti e una penna in mano.
Non c’è niente di particolarmente spettacolare, solo il momento in cui sto cercando di capire come trasformare un’idea in qualcosa che possa essere ascoltato.
E forse, alla fine, è proprio questo che ho sempre cercato attraverso la scrittura e la musica: trovare un modo per dire qualcosa che possa arrivare a qualcuno.
